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Albana, 31 anni, è rimasta quarantotto ore sul lettino della sala travaglio degli Ospedali Riuniti di Bergamo, nel tentativo di far nascere in modo naturale la sua bambina. Al terzo giorno, dopo un cambio di turno, i medici hanno deciso di procede con il taglio cesareo, ma era troppo tardi, la bambina è nata totalmente invalida. La madre non potrà più avere figli. La neonata, Samanta, è stata rianimata d'urgenza, era praticamente morta; durante i nove mesi di gravidanza le ecografie mostravano un feto perfettamente sano. La vicenda risale a otto mesi fa ed è stata sporta denuncia alla procura di Bergamo che ha aperto un fascicolo contro ignoti. La direzione sanitaria smentisce le voci di una lite in sala parto tra sanitari sulla decisione di procedere con un cesareo oppure no.
La piccola Samanta dopo i Riuniti è stata ricoverata al Bosisio Parini ed è stata dimessa solo pochi giorni fa. Le sue facoltà neurogiche sono compromesse a causa di uno choc emorragico, essendole venuto meno l'apporto di sangue e ossigeno nel momento in cui si è rotto l'utero della madre. I genitori, che hanno un'altra figlia, Sara, di 6 anni, oltre alla denuncia hanno presentato anche una richiesta di risarcimento dei danni attraverso una causa civile. È un caso più unico che raro all'ospedale di Bergamo, che vanta un'eccellente tradizione nell'assistenza al parto e dove i cesarei effettuati sono leggermente inferiori alla media regionale. (Fonte: eDott. 30.09.2010).








