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I soggetti che fanno uso di warfarin sono più soggetti a sviluppare un'emorragia cerebrale dopo il trattamento di un ictus con un anticoagulante. Lo sostiene un nuovo studio che sarà pubblicato nel numero di maggio degli Archives of neurology. Come informazione di base, gli autori ricordano che l'attivatore intravenoso tissutale del plasminogeno (tPA), un farmaco trombolitico, è efficace nel caso di ictus ischemico acuto e di solito porta a esiti clinici migliori a fronte di rischi lievemente superiori di emorragia cerebrale. Il rischio di emorragie è aumentato in alcune popolazioni, compresi adulti più anziani e soggetti con ictus più gravi, elevati livelli di glicemia, basso conteggio piastrinico e alta pressione sanguigna. L'uso di farmaci trombolitici, come l'aspirina o il warfarin, prima di avere un ictus, ha aumentato le preoccupazioni sul rischio di emorragie. Comunque, le linee guida dell'American heart association e dell'American stroke association permettono l'uso del tPA in questi pazienti in quanto l'esito del test soddisfa lo standard internazionale (descritto come un rapporto normalizzato inferiore a 1,7). Il nuovo studio del Rush university medical center di Chicago ha analizzato 107 pazienti con ictus ischemico acuto trattato con tPA tra il 2002 e il 2009. Dei pazienti, 13 assumevano warfarin. Il tasso complessivo di emorragia cerebrale sintomatica è risultato di 6,5%, ma è stato circa 10 volte più alto tra pazienti che prendevano warfarin rispetto a quelli che non lo assumevano all'inizio dello studio (30,8% vs 3,2%, rispettivamente).(Fonte: Doctornews. 11.03.2010).








