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Il Ministero della Salute non risponde delle infezioni nosocomiali

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Tribunale di Roma.
La funzione apicale del Ministero,  a tutela della salute pubblica, è solo quella di controllare e vigilare mediante lo svolgimento di incombenze meramente complementari e funzionali all'organizzazione generale di un settore vitale per la collettività.  La responsabilità del Ministero della Salute per i danni conseguenti ad infezioni nosocomiali, va esclusa,sotto il profilo contrattuale, non potendo rispondere degli eventuali fatti dannosi delle strutture sanitarie per mancanza di un rapporto di preposizione tra il Ministero medesimo e le persone giuridiche pubbliche (Asl, Aziende ospedaliere), tutte dotate di piena autonomia, capacità e responsabilità. Dunque, proprio in ragione della piena autonomia giuridica dell'Ente erogatore dei servizi sanitari, rispetto allo Stato, va esclusa una responsabilità contrattuale del Ministero. Sul piano causale va inoltre osservato che non può ritenersi che il Ministero abbia specifici obblighi di sorveglianza in materia di condizioni degli ambienti ospedalieri ma solo di vigilanza della gestione delle aziende sanitarie e sull'attuazione del piano sanitario nazionale. In ogni caso, il controllo sarebbe necessariamente per campione e occasionale e non varrebbe di certo ad escludere la contaminazione batterica astrattamente riconducibile a fattori estemporanei quali, a titolo esemplificativo, le modalità di disinfezione della cute interessata dall'intervento, le modalità di asepsi e dell'uso di drenaggi individuate nel concreto. (Fonte: Docotornews; 10.11.2009)