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Cassazione Civile. Contratti separati limitano la responsabilità.

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Una clinica, chiamata a risarcire il danno causato da un errore medico, eccepiva di non doverne rispondere, poiché il sanitario non era suo dipendente o collaboratore, ma utilizzava episodicamente la struttura per gli interventi sui suoi pazienti. La clinica assumeva nella sostanza che la paziente aveva concluso un contratto solo relativamente alla degenza ed altro separato contratto con il chirurgo avente ad oggetto l'intervento operatorio. La Suprema Corte di Cassazione ha affermato che  non si può escludere, in linea di principio ed in astratto, che le parti liberamente assumano accordi di tal genere, è indubbio che una tale, inconsueta regolamentazione richiederebbe quanto meno la prova certa e rigorosa dell'esistenza dei due separati contratti, con espressa specificazione nelle relative clausole - approvate dal paziente in piena libertà e consapevolezza - delle prestazioni incluse nell'uno e nell'altro e dei soggetti su cui gravano le conseguenti responsabilità (nei limiti in cui la legge permette l'esplicarsi dell'autonomia privata in materia), considerato che non è sempre agevole parcellizzare e separare fra loro i diversi contributi inerenti ad una prestazione sanitaria complessa quale un intervento chirurgico. (Fonte: Doctornews).