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Trattenere il respiro fa male al cervello

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5.8.09 da "www.lastampa.it" del 5.8.09 
 
Evitare le apnee per evitare danni neurologici.
 
Non solo chi pratica il nuoto o lo sport subacqueo a volte trattiene il respiro - in particolare quando scende in apnea sul fondo marino - ma c'è anche chi lo fa per altri motivi come, ad esempio, per non respirare la nuvola di fumo appena uscita dal tubo di scappamento di un camion… Lo si fa perché si pensa che respirare il fumo faccia male, ed è vero! Tuttavia, potrebbe essere anche peggio trattenere il respiro.
Che possa essere dannoso, lo suggerisce uno studio condotto da ricercatori svedesi che ha rilevato come nei subacquei che hanno trattenuto il respiro per diversi minuti vi fossero, nel sangue, elevati livelli di una proteina segnalante un possibile danno cerebrale.

La proteina in questione è chiamata S100B, e va detto che la comparsa di questa sostanza è transitoria per cui non è chiaro se questo fatto possa avere degli effetti negativi sul cervello a lungo termine. Quello che è invece chiaro è che una prolungata apnea induce effetti sul sistema nervoso centrale e che la liberazione da parte dell'organismo di questa sostanza è indice che in qualche modo viene sconvolta la barriera emato-encefalica.
Da ciò, i ricercatori ipotizzano che ripetute esposizioni a un ridotto apporto di ossigeno al cervello possa, nel tempo, causare danni neurologici.

Nello studio sono stati coinvolti 9 subacquei e 6 persone che non praticano questo sport quale gruppo di controllo.
La media di tempo di apnea raggiunta dal gruppo di subacquei è stata di 5 minuti e 35 secondi.
Dalle analisi è emerso che durante il periodo di apnea il marcatore (la proteina S100B) è aumentata in sette dei nove subacquei nella misura di circa il 37% nei primi 10 minuti, mentre non si sono riscontrati aumenti nel gruppo di controllo che invece respirava normalmente. Tuttavia, dopo circa 2 ore i livelli sono tornati alla normalità anche nei sub. Durante l'apnea è stato anche riscontrato un chiaro segno di asfissia che presentava scarsi livelli di ossigeno nel sangue contrapposti a un aumento dei livelli di biossido di carbonio

I ricercatori fanno altresì notare che nei casi di lesioni cerebrali da incidenti i livelli di S100B sono decisamente più elevati e possono anche aumentare anche del 100%.
Nei casi esaminati nello studio, ipotizzano gli scienziati, si verifica un aumento di questo marcatore per il fatto che l'apnea va a compromettere momentaneamente la barriera emato-encefalica: a motivo di ciò ritroviamo la proteina S100B nel sangue, mentre di norma è confinata nel cervello.
Lo studio è stato pubblicato sul "Journal of Applied Physiology".