da "ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com"
Riconosciuta la "perdita di chance": 774mila euro a Enrico Spanarello, oggi 25enne. A 17 anni l'incidente che dopo 2 mesi di coma l'ha lasciato paralizzato. Giocava nella Primavera del Bologna.
BOLOGNA, 23 AGOSTO 2009 - «SORRIDO comunque alla vita, nonostante quello che mi è successo». Enrico Spanarello oggi ha 25 anni. A 17 era una grande speranza del calcio bolognese. Poi, il 15 febbraio 2001, lo schianto in auto che ha infranto i suoi sogni. Da allora è costretto su una sedia a rotelle. Gambe e un braccio paralizzati, muove leggermente l’altro braccio. E’ invalido al cento per cento. Con grande fatica e speciali stampelle, riesce a percorrere qualche metro senza la carrozzina.
ORA, nella sua dolorosa battaglia, un aiuto gli arriva dal tribunale di Bologna. Il giudice civile Lucia Ferrigno ha infatti emesso una sentenza in cui riconosce a Spanarello — come chiesto dall’avvocato Gabriele Bordoni — la cosiddetta «perdita di chance». All’ex difensore della Primavera rossoblù il giudice ha cioè riconosciuto un risarcimento specifico di 774mila euro per aver perso il suo probabile, quasi certo, futuro da calciatore. Una somma calcolata in base allo stipendio medio di un calciatore professionista moltiplicato per 15 anni di carriera. Quota che andrà ad aggiungersi al resto della somma che dovrà pagare l’assicurazione dell’auto su cui viaggiava il ragazzo (una parte è già stata pagata). Enrico, quel giorno, era sulla vettura guidata guidata da un compagno di squadra. Con loro c’erano tre amici. Erano stati in un pub a vedere l’Inter. Un modo per cercare di dimenticare, almeno per una sera, il grande dolore per la morte del compagno di squadra Niccolò Galli, 17 anni, figlio di Giovanni, deceduto pochi giorni prima, il 9 febbraio, in uno schianto in motorino. Mentre tornavano a casa, l’auto sbandò e travolse tre auto. Enrico rimase in coma due mesi. Si risvegliò paralizzato. Per lui il sogno del calcio era sfumato per sempre.
«SPANARELLO — scrive il giudice nella sentenza — era considerato dai tecnici una concreta promessa». A favore di Enrico, nel processo, si sono spesi il suo grande amico Giacomo Cipriani, ex attaccante del Bologna, il tecnico Walter Mazzarri e l’ex direttore generale Oreste Cinquini, esaltandone le «doti tecniche, tattiche e fisiche». «Spanarello — conclude il giudice — faceva parte di quel ristretto e selezionatissimo gruppo di atleti convocato nella Nazionale juniores. Le concrete prospettive di un esordio nel mondo del calcio ad altissimo livello professionale appaiono pertanto sicuramente provate». «Vorrei che tutti i ragazzi — dice Spanarello, paragonabile a Zanardi per il modo in cui affronta la situazione — capissero che l’automobile è un pericolo immenso e che bisogna guidare con prudenza, perché l’errore di un istante ti può segnare per tutta la vita. Ogni minimo movimento per me è una vittoria. Il calcio lo guardo in tv, ciò che mi addolora è non poter più correre nei prati. Era la mia passione. Ma io sono stato comunque fortunato, perché sono vivo e ho voglia di combattere. Chi è stato davvero sfortunato è stato il mio grande amico Niccolò Galli».








