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Reggio Emilia, disoccupato, stermina la famiglia e si lancia dalla finestra

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1.9.09 da "www.ilmessaggero.it"

Ha ucciso a coltellate la moglie e i figli di 19 e 5 anni.
L'uomo è in coma dopo il tentativo di suicidio.
 
REGGIO EMILIA (31 agosto) - Ha usato una mazzetta da muratori e un coltello disossatore per uccidere la moglie, Sandra Pattio, 45 anni, di Orbassano (Torino), e il figlio diciannovenne Thomas, studente.

Poi ha ridotto in fin di vita l'altro figlio, Marco, che avrebbe compiuto cinque anni il 29 ottobre, e la proprietaria dell'abitazione. Il piccolo è morto poco dopo le 20 nel reparto Rianimazione dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, per arresto cardiorespiratorio. Salgono così a tre le vittime della strage familiare di Sabbione.

Dopo la strage tenta il suicidio. Dopo aver ucciso i familiari, l'uomo si è imbottito di medicinali e di alcolici. Ha chiamato il 113, dichiarandosi responsabile del massacro di famiglia, e poi si sarebbe lanciato dalla finestra del terzo piano della propria abitazione, per uccidersi. Ora è in fin di vita all'ospedale di Reggio. L'uomo ha infatti riportato diverse fratture dopo un volo di circa otto metri, riportando le gravi lesioni che lo hanno ridotto in coma.

Al centro della tragedia un disoccupato di origini torinesi, Davide Duò, 47 anni, ex operaio ceramista che da tempo soffriva di depressione e che è stato definito «un tipo ombroso» da chi lo conosce. Il fatto è successo la scorsa notte a Sabbione, frazione di Reggio Emilia. L'uomo è stato in cassa integrazione per due anni, fino a maggio, quando è stato licenziato. La moglie era operatrice assistenziale impiegata alla Rete di Reggio Emilia. Da una ventina d'anni Davide Duò si era trasferito a Reggio, dove con la famiglia era ospite in casa di una donna di 79 anni, Elisabetta Detti, amica della madre di sua moglie.

Le prime ipotesi sulla natura della tragedia parlano di un disagio di natura psichica, aggravato dalla condizione di disoccupato. Il pm titolare dell'inchiesta è Valentina Salvi della Procura di Reggio Emilia. Duò rischia l'accusa di omicidio plurimo, ma nessuna ipotesi è stata formulata ancora nei confronti dell'uomo che è in coma.

Il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio ha detto che il Comune non aveva mai avuto segnalazioni dai servizi sociali su problemi della famiglia Duò, né segnalazioni dalle forze dell'ordine per gesti di violenza.