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Le indagini sul delitto dell’Olgiata ricominciano (quasi) da zero. Il gip Cecilia Demma ha stabilito di svolgere nuovi accertamenti, con un sostanziale riesame di tutti i reperti e delle fotografie, e nessuna archiviazione delle posizioni a carico di Winston Manuel e Roberto Iacono, che restano indagati per omicidio volontario per la morte della contessa, uccisa nella sua stanza da letto nel 1991. I due all’epoca dei fatti erano rispettivamente il domestico e il governante (nonché insegnante di inglese dei due figli della contessa) presso la casa della vittima. Il gip ha dato ai magistrati sei mesi di tempo, con la possibilità di chiedere una proroga per ulteriori indagini. Oltre ai nuovi esami su quanto repertato finora, da effettuare con l’aiuto di tecnologie più avanzate, il gip ha chiesto di chiarire come mai all’epoca del delitto non venne anche acquisito l’orologio indossato dalla contessa quando fu uccisa (oggetto che venne custodito dal marito e successivamente consegnato agli investigatori). Tra i nuovi spunti d’indagine ci sono anche le dichiarazioni di un’amica della vittima, secondo la quale la contessa si sentiva spiata, e l’esistenza di un’agenda, con nomi di personaggi influenti, che la stessa contessa avrebbe consegnato a un giornalista. «Il gip ha accolto tutte le nostre istanze e in più ha disposto nuovi accertamenti. Siamo soddisfatti» ha dichiarato Giusepppe Marazzita, legale di Pietro Mattei, vedovo della contessa








