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Il Caso Bisaglia - Chi ha Ucciso Don Mario Bisaglia?

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                                                               Chi ha ucciso don Mario Bisaglia e perchè.
Una domanda rimasta per anni senza alcuna risposta.
Si tratta di una storia complicata, ricca di misteri e situazioni inquietanti.
È il caso del sacerdote  di 75 anni trovato morto il 17 agosto del 1992 nel lago Domegge di Cadore in provincia di Belluno.
La morte di don Mario Bisaglia è sicuramente collegata a quella del fratello, Antonio Bisaglia, leader della Democrazia Cristiana, che muore in circostanze misteriose. Trovato annegato nel 1984, a largo di Portofino, il suo corpo è stato poi recuperato e seppellito senza essere  sottoposto ad autopsia. Il caso si risolve con un verdetto di suicidio.
Altri fatti di cronaca costellano la vicenda di don Mario Bisaglia. Un’altra vittima è Gino Mazzolaio. L’ex segretario amministrativo della Dc di Rovigo che viene arrestato in una inchiesta veneziana su appalti e tangenti e scompare il 23 aprile del 1993, il corpo fu ritrovato una settimana dopo nelle acque dell'Adige.
Ma le morti che circondano il caso Bisaglia partono molto prima, quando nel 1956 scompare Luciano Cobianchi, di soli 12 anni. Il ragazzo, pupillo del parroco del paese, Don Mario Bisaglia, svanisce durante una passeggiata dal seminario di Casier di Treviso. Nessuno sa più che fine abbia fatto.
 
 
Cosa nasconde la morte del sacerdote?
La mattina del 14 agosto del 1992 don Mario aveva un appuntamento. Ma con chi? Probabilmente doveva incontrare dei giornalisti a cui riferire rivelazioni sulla morte del fratello Antonio.
Quella mattina esce di casa in abiti civili per recarsi alla stazione e prendere un treno. È stato visto salire all’interno di un auto, nel piazzale antistante la stazione di Rovigo. Un auto bianca di grossa cilindrata con quattro persone dentro, ma chi fossero queste persone resta un mistero.
Il 17 agosto 1992, il sacerdote è trovato cadavere, annegato nel lago del Centro Cadore, nei pressi di Domegge, in provincia di Belluno.
La prima ipotesi è che si tratti di suicidio, ma dodici anni dopo i fatti forniscono una nuova verità. “Cade assolutamente la tesi del suicidio - ha spiegato il pm Massaro - e diventa sempre più fondata quella dell’omicidio”.
 
 
Due morti tragiche, quella di un importante uomo politico prima e di suo fratello sacerdote poi, avvolte da un alone di mistero.
Ma nel 2004 c’è un colpo di scena che riapre il caso. Secondo il pm di Belluno Raffaele Massaro, il sacerdote, fratello del leader Dc Toni Bisaglia, muore soffocato, e non per annegamento.
Ed ecco che si torna a parlare di un mistero di 12 anni fa e l’attenzione si sposta anche sulla procura di Chiavari, che nel giugno del 1984, si era occupata dell’ incidente costato la vita ad Antonio Bisaglia. Il pm dell' epoca, Marcello D'Andrea, non fece effettuare l'autopsia e questa decisione moltiplicò i dubbi e i sospetti, aumentati, tra l’altro, dopo che si è saputo che il fratello del politico probabilmente non si era suicidato ma era stato ucciso e poi gettato nel lago. Fu proprio don Mario Bisaglia ad avere i primi dubbi sulla morte del fratello e il caso è ancora aperto. Ancora troppi particolari inquietanti da svelare, c’è mistero su questa vicenda di cronaca rimasta a tutt’oggi irrisolta.
 
 
Fonti:
http://ricerca.repubblica.it/
http://criminiemisteri.blog.dada.net/
 
 
di Simona Damiano